La storia di Pigra rientra in quella della Val d’Intelvi. Tra il 1117 e il 1128, durante la guerra decennale di Como contro Milano, Pigra fu alleata di Como. Data la sua posizione strategica, in epoca comunale venne costruita nel belvedere una torre di vedetta i cui resti, giunti fino ai nostri giorni, sono stati demoliti per far posto ad una grande villa.

Nel 1335 passò sotto la signoria dei Visconti, mentre nel 1416 fu feudo dei nobili Rusconi di Como.

Il decennio tra il 1522 e il 1532 è caratterizzato dalle imprese di Gian Giacomo de’ Medici, detto il Meneghino, che ricevette l’incarico da Francesco II  Sforza, ultimo signore italiano del ducato di Milano, di epurare tutta la zona del Lario dai francesi che la occupavano  e di impadronirsi di tutte la aree attorno al Lago di Como. Nel 1527 il borgo tornò nelle mani del Meneghino.

Nel 1583 divenne feudo dei Marliani e, infine,  nel 1713 dei Riva Andreotti che governarono fino all’arrivo di Maria Teresa d’Austria che abolì tutti i privilegi feudali.

Durante il periodo risorgimentale, gli ideali nazionalistici che infervorarono gli animi del nostro paese, sfociarono nel 1848 a Milano e contemporaneamente a Como nell’insurrezione delle  “Cinque Giornate” contro gli austriaci alle quale parteciparono anche gli abitanti della valle e che si concluse in un fallimento e con la morte di Andrea Brenta (patriota e condottiero intelvese che combatté con Garibaldi e con l'esercito piemontese, partecipando alla liberazione di Como e della Valtellina). All’insurrezione partecipò anche Don Cavalli, l’allora parroco di Pigra, che fu costretto all’esilio.

 

Due sono le ipotesi avanzate circa l'origine del toponimo: la prima lo fa derivare da POPULUS, 'pioppo', che avrebbe subito diversi esiti, non attestati ma ricostruiti; la seconda lo fa risalire all'attributo "pigra", da riferire alla vite, che qui matura in ritardo rispetto alla zona circostante

Ultima modifica: 20/03/19